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Carta scelta (ricarica...)

domenica, 30 aprile 2006

Lasciare un vuoto

finito il pezzo, copiato, spedito.

è sempre un momento bizzarro. previsto ma imprevedibile.
sollievo profondo. feticismo della partitura fumante nelle mani. sensazione di: un altro pezzo scritto.
ma anche un 'bòh'. un down che sai che un po' ci sarà.

cioè, passi mesi (a volte anni - ci vuole un cuore così) a lavorare su un pezzo. e soffri, godi, lavori di fino, limi, scappi dal tavolo con pretesti i più improbabili, esulti perchè hai finalmente trovato, sei felice perché lavorare fa stare bene, sei depresso perché non si muove nulla o troppo poco, ti senti in colpa, ti senti a posto, ti senti dio, ti senti che dovresti cambiare lavoro, stai giorni su tre secondi di musica, scrivi minuti interi di musica in qualche secondo...

e poi questo arco inevitabile si chiude, come sempre ha fatto (più o meno). eppure un po' non si è mai pronti.

tocca rassettare le carte - che negli ultimi giorni di copiatura e ritocco si fanno sempre più caotiche sparse bordello sul mio tavolo - e passare ad altro.

a volte questo 'altro' non è ben chiaro.
tipo adesso.
postato da: arcanonove alle ore 16:04 | link | commenti (1)
stanze: vuoto, scrivere musica
venerdì, 28 aprile 2006

Copiando il tutto vuoto

visto che siete in pochetti a leggermi per ora e in più vi conosco per nome, confermo la mia esistenza.

sto terminando di copiare il mio 'concerto per violoncello e tutto vuoto', un pezzo strano per 4 strumenti che verrà eseguito a milano il 14 maggio (h17, palazzina liberty). un pezzo strano che ha a che fare con l'ultima pagina del qohelet e l'ultima pagina della 9a di Mahler.
e ha a che fare con ciò che c'è dopo le ultime pagine.

questa la nota di programma che ho spedito agli organizzatori del concerto:

'Concerto per violoncello e tutto vuoto' nasce come meditazione sulla transitorietà dell'esistenza.
È un tentativo di sentire la realtà dell'addio, del termine; l'ho scritto esplorando quella zona dove la musica si trasforma in luogo, interrogandomi sulla possibilità di ridurre a nulla, a polvere il materiale musicale e cercando un equilibrio naturale tra coinvolgimento e distacco, tra mestiere raziocinante ed invenzione sorgiva, tra volontà e rinuncia.
Simboli traghettatori sono state due pagine ultime, così lontane così sorelle: il capitolo 12 del Qohèlet e le misure terminali – Adagissimo – della nona sinfonia di Gustav Mahler.

boh chissà. intanto lo sto copiando.

ciò mi tiene lontano dall'ordinatore (come dicono qui in francia)

in realtà è anche la  grande donna luminosa che fa ciò, cioè che mi tiene lontano dall'ordinatore. la grande donna luminosa è infatti qui.

postato da: arcanonove alle ore 16:40 | link | commenti (1)
stanze: vuoto, scrivere musica
martedì, 25 aprile 2006

Primo o quasi

si, è quasi la mia prima parola in blog

non so se mi prende davvero 'sta cosa dei blog

però alcuni li leggo con piacere, blogs di amici, in particolare quello di MU

e mi fa piacere sentire vicine persone che non lo sono sempre

però bloggare è anche un po' parlarsi addosso
e non so se mi interessa
cioè: chi ti legge?
o meglio: per chi scrivi?

vedremo se tutto ciò avra un seguito...

friedrich3
(havèl?)
postato da: arcanonove alle ore 00:49 | link | commenti
stanze: vuoto