io sono un regista di grandi capacità
il seguente esempio è del genere del 'documentario' e documenta lo studio privato di castoldi in cui si fa insieme il suo nuovo LP. ho anche ottenuto dai produttori come il protagonista un famoso cantante glam di supergruppo rock vecchio.
dovete regolare la luminostà del televisore alto senò non si vedono i bei scritti iniziali. non è tutto nero, anzi.
come vedete faccio incroci di generi tra il genere del 'documentario' e quello di spavento e quello di porcherie sessuali e anche la video arte tipo quando vai ai giardini della biennale. visto poi come è bravo il capellone? dirigo bene gli attori perché ho studiato a profondità segreti e bugie.
sabato 13, sera
sono affranto e incazzato. la prova del 'concerto per violoncello e tutto vuoto' a cui ho assistito ieri è stata pessima. certo, è stata una prova alla fine della giornata, ed eravamo tutti stanchi. certo, era solo la seconda prova per loro e il pezzo non può essere già pronto, bla bla bla.
ma.
i musicisti non erano nemmeno vicini ad una vaga comprensione del pezzo. non l'avevano studiato. il loro compito sembrava esaurirsi nel leggere i suoni segnati in partitura. il risultato era orribile, deprimente. un pezzo brutto.
il 'concerto' è un pezzo fatto di nulla, e se non c'è attenzione, rispetto e voglia di comprendere l'universo che vi sta dietro, il risultato è ridicolo. è un rischio che la mia musica può correre, più di altre musiche più ricche di note.
flautista e percussionista (lorenzo missaglia e riccardo balbinutti, meritano piena citazione) si sono comportati da veri coglioni italiani cialtroni e fancazzisti. il flautista che mi dice, con l'aria di uno a cui gli è stato chiesto di fare qualcosa di impossibile: 'non ho mai fischiato con la bocca in un pezzo, è difficile, bisogna provare'. ma vi rendete conto? cazzo, appunto, dovevate provare. il percussionista che fa delle smorfie di sufficienza perché deve collegare due suoni prodotti in modo diverso su strumenti diversi. per i non addetti ai lavori: è proprio quello il lavoro del percussionista.
poi: mi era stato chiesto un pezzo da camera, cioè senza direttore, che gli strumentisti potessero suonare da soli. bene, l'ho scritto così. arrivo alla prova e c'è un direttore che dirige. cosa che snatura tralaltro l'aspetto visivo del pezzo. gli strumentisti fanno facce impossibili quando sandro gorli (direttore artistico) gli dice che dovrebbero riuscire a farlo senza direttore.
e questa gente suona anche pezzi di sciarrino e lachenmann? i casi sono due: o li suonano in modo inaccettabile o si permettono un trattamento di merda con me perché lo sconosciuto carcano non è 'famoso' come sciarrino e lachenmann.
e forse questo è ancora più grave.
si, perchè non commissioni pezzi nuovi se non sai amarli. non fai un figlio per farti bello o per usarlo se ti appare carino sennò lo getti.
la creazione di opere nuove ha bisogno di 'attenzione' (nel senso che intende simone weil).
e già che c'erano hanno fatto saltare la prova che ci sarebbe stata oggi. questi sono incoscienti.
domenica 14, mattina
oggi pomeriggio ci sarà la prova 'generale' (terza prova, in realtà) e poi il concerto.
io sono preoccupato, depresso e con un mal di testa da stress. temo conflitti in prova e so già che mi costerà molte energie mantenere un'attenzione comunicativa il cui fine è solo la musica. difficile non farsi prendere da atteggiamenti di prepotenza infastidita. ma non è mai la strada, quella. fermezza elastica, non rigidità. e ascolto.
ma sono pronto a ritirare l'esecuzione, se non sarà accettabile il risultato.
non è giusto farsi maltrattare, meno ancora in pubblico. vediamo cosa succede.
lunedì 15, mattina
ho ritirato l'esecuzione.
il 'concerto per violoncello e tutto vuoto', scritto (gratis) su commissione del divertimento ensemble per il concerto di ieri, per quella sala, esaudendo richieste della direzione artistica, non è stato eseguito perchè lo stesso ensemble committente non aveva studiato il pezzo. l'esecuzione era approssimativa, francamente brutta ed inaccettabile.
priva di amore, fatta in fretta.
ho detto no grazie.
sono umiliato, amareggiato e stupito da una tale mancanza di professionalità.
dopo, parlando con gorli capisco che c'è anche un'incapacità (non voglia?) (generazionale?) di entrare in contatto col mio mondo estetico. 'abbiamo avuto difficoltà in effetti col tuo pezzo, non c'era niente a cui attaccarsi, per gli interpreti'. certo, se non ti poni il problema di cosa c'è dietro a una partitura così scarna... insomma mi pare che qohelet 12 e il finale della 9a di mahler dessero già una misura di dove andare a parare. totalmente ignorata.
continuando a parlare conveniamo che forse avremmo dovuto lavorare prima e più a contatto. gli dico che sapevo che hanno eseguito lachenmann e sciarrino e che mi aspettavo una capacità maggiore di entrare nella mia partitura. mi dice che in effetti lachenmann ha preteso, prima che l'ensemble eseguisse i suoi pezzi, che ciascuno strumentista lavorasse singolarmente con lui per spiegare i modi di esecuzione. ah ecco, penso io.
poi gli chiedo una critica, da compositore a compositore, per saggiare più a fondo quali sono stati i problemi col mio pezzo. mi dice che non si può puntare tutto sul suono. che in lachenmann se suoni tutto male il pezzo è bello lo stesso, perchè c'è una struttura. e che anche sciarrino non punta tutto sul suono. 'se punti tutto sul suono il pezzo viene una volta su due, è troppo fragile'.
questa cosa mi offende quasi ma allo stesso tempo mi rivela la sua incapacità di penetrazione del mio pezzo. il quale è interamente basato sugli effetti teatrali generati da una struttura. (in ogni caso l'esperienza mi fa mettere in discussione le mie responsabilità, il mio scrivere e il pezzo. è cosa sempre dolorosa)
con gorli penso che ci sia effettivamente uno scarto generazionale ed estetico. lachenmann e sciarrino hanno settanta e sessant'anni, io trentacinque. se mi guardi cercando le loro categorie non ci prenderai mai. altri orizzonti chiamano il mio scrivere, anche se nelle mie radici ci sono compositori come helmut e salvo. (a parte il fatto che per me ogni compositore fa un mestiere diverso).
ma al di la di scarti generazionali e fraintendimenti estetici, questa è una storia di grande cialtroneria e profonda mancanza di professionalità.
tipicamente italiana, come spesso ci troviamo a dire noi italiani stessi?
non lo so. sta di fatto che lavorando in francia e all'estero non mi è mai capitata una situazione così sgradevole, disattenta e umiliante. si, ci sono state occasioni mediocri, ma non a questo punto. in italia invece non è la prima volta: zero soldi, zero prove, strumentisti scazzati e supponenti o volenterosi ma schiacciati dalle condizioni (come nel mio caso il bravo violoncellista andrea cavuoto) e quindi esecuzioni pessime, umilianti che fanno male a tutti, compositori, esecutori, pubblico.
esco amareggiato e un po' ferito.
andiamo avanti.


il luogo è particolarissimo. immaginate quattro isole relativamente piccole ma piuttosto diverse tra loro, collegate da una specie di trenino. su una c'è il villaggio abitato e come una piccola foresta. è l'isola di fronte, in questa foto.


da qualche tempo io e il mio amico mauro, nel mentre che lontani stiamo lavorando, ci scambiamo opinioni via sms su interessanti figure del mondo musicale.
è una pratica culturalmente arricchente.
molte figure sottostimate meritano una doverosa riscoperta.
condivido con voi alcune scoperte degne di attenzione.
- la dodecafonia pop italiana di Alban Nek, Biagio Anton Webern e Arnold Ciönfoli.
- la nuova avanguardia cantautorale europea: Mango Lindberg, Morgan Neuwirth, Gyorgy Ligabue, Ivana Spahlinger.
- la vecchia guardia: Leos Jannacci, Nilla Pfitzner, Claudio Villa-Lobos, Bernd Alois Zucchero e Vasco Rossini.
- la porno musik inglese di Mark-Anthony Bondage, James Dildo e Michael Fisting, senza dimenticare i contributi oltreoceano di Squirt Reich, e l'ispiratore storico del movimento: Nikolaj Rimjob-Korsakov.
- le colonne sonore new age di Enya Morricone e quelle street rock dei Guns 'n' Rota
- un calcio al mondo della composizione: Gyorgy Costakurtag, Bernardino Baggio, Alban Bergomi, Boban Berg e Diego Armando Matalon.
- molte figure isolate: il bebop mistico di Arvo Parker, le sinfonie omo di Gustav Malgioglio, il brit pop bluesy di Benjamin Britti, lo yödel straziato di Billie Holliger, le urla poliritmiche di Yamatsuka Ives, il flamenco drum 'n' bass di Aphex Turina, il raggamuffin microtonale di Giacinto Shaggy, lo spettralismo partenopeo di Tristan Murolo.
- i mostri sacri dimenticati: Wolfgang Amadeus Minghi e Ludwig Van Pelù.
cercate su emule o soulseek gli mp3 di questi artisti, non ve ne pentirete.