Il 29 giugno - finalmente, dopo numerosi rimandi ed imprevisti - è uscito nei negozi il nuovo album di Marco '
Morgan' Castoldi, intitolato
Da A ad A. Come alcuni di voi forse
ricorderanno si tratta di un disco a cui ho lavorato come arrangiatore, orchestratore e direttore d'orchestra. Un disco che ho seguito con amore ed empatia, lavorando intensamente a fianco di Marco, che è artista musicale appassionante e totalizzante con cui collaborare.

Disco denso, non facile, complesso.
Molto bello.
E amarissimo.
Mi piaceva l'idea di condividere alcune fasi del lavoro.
Un disco, come qualsiasi opera d'arte, non è che una delle materializzazioni possibili del campo offerto dalle idee ed emozioni di partenza, e per me è sempre rivelatore entrare nel laboratorio e toccare questa dimensione vivente del creare musica.
Scelgo
1 frammento di 1 minuto nel mezzo di uno dei pezzi più ricchi e belli dell'album. E' stato un pezzo difficile da scrivere, e poi è un tango, e poi ha un testo che mi parla.
Si chiama
La verità.
Del
la verità nasce prima la musica. L'idea e il desiderio di scrivere un tango venne a Morgan anche ispirandosi a Funeral Tango di Jacques Brel/Scott Walker ed alcuni tanghi 'pop' italiani tra i quali ne ricordo uno di Bruno Lauzi.
Il testo è stato scritto dopo la musica e continuamente ritoccato, fino alla fase di registrazione delle parti vocali. Tutto il lavoro di arrangiamento ed orchestrazione l'ho quindi fatto senza sapere quale sarebbe stata la melodia della voce e quali sarebbero state le parole. Conoscevo solo il titolo.
Cosa molto insolita, e anche rischiosa - non è detto sia facile e funzionale adattare parole e vocalità ad un arrangiamento fissato. Questo lavorare solo sulla musica ha reso il pezzo strumentalmente molto ricco, quasi starebbe in piedi senza voce.
Ma, lo sentiremo, la classe di Marco alla fine è riuscita a sposare una parte vocale caleidoscopica e complessa ad un arrangiamento già pieno, in un equilibrio che non mi aspettavo così riuscito.
Passo uno.
Ecco il frammento dal provino che ho ricevuto da Marco, la prima versione che ho ascoltato del pezzo. E' fatto al computer, con
Reason, cioè i suoni sono campionati un po' finti, ma danno l'idea. E' naturalmente senza voce, ma già - come spesso succede con Morgan - molto pieno e definito nelle idee orchestrali, anche se da organizzare, ritoccare e raffinare.
Mi stupì questa idea di tango sinfonico, squadrato, geometrico ma disperato, nelle profondità.
Passo due.
Fase due, il mio provino di risposta, fatto sempre con Reason, in cui le parti di Marco sono state tradotte, tradite, corrette, modificate, amplificate ed alterate stabilendo come formazione la seguente: 2corni, fisarmonica, pianoforte, orchestra d'archi (violini primi e secondi, viole, violoncelli e contrabbassi). A ciò si aggiungeranno parti che non mi competono, che verranno registrate in sessioni indipendenti: batterie, percussioni varie, voce.
Gli strumenti a percussione che sentite leggeri li ho presi dal provino di Morgan e sovrapposti al mio lavoro.
Passo tre.
Dopo che Marco ha sentito il mio provino, lo si è ritoccato insieme per stabilire la partitura definitiva che abbiamo poi registrato coll'orchestra in studio.
Questo frammento fa parte di un cosiddetto 'rough mix', ovvero un mixaggio provvisorio ed imperfetto di tutto ciò che è stato registrato, che serve da traccia di lavoro. Vi è un abbozzo di voce, ma è giusto una prova.
Gli strumenti sono
veri - e si sente.
[Una curiosità.
Nel passo 2 ci sono parti di pianoforte che non c'erano nella fase 1, cose un po' Pugliese, accenti tangosi, glissandi, più o meno nella zona da metà in poi. Queste parti di piano non ci sono nella fase 3. Non sono state registrate. Semplicemente perché Marco ha perso-dimenticato le partiture che doveva registrare mentre io ero in vacanza. Gran peccato, si sente il vuoto. Succede anche questo, nel realizzare dischi.]
Passo quattro.
Ecco il frammento come è sul disco 'Da A ad A'.
Dopo il passo tre c'è stato un lavoro di Marco enorme di editing sulle parti registrate (taglia-cuci-ritocca-abbellisci), fino ad aggiungere elementi che non c'erano. Il tutto in simbiosi con una parte vocale importante.
Quando ho ascoltato per la prima volta la verità nella sua versione 'definitiva' (ma chissà le prossime versioni..) il mio cuore è rimasto lì. E poi in silenzio ha fatto:
wow.
Il pezzo, quello intero, è una strana meraviglia che gronda emozione. Ne sono orgoglioso, come un papà (o uno zio) che guarda partire i suoi figli (nipoti).
Andatevi a comprare l'album. Ne vale la pena.