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martedì, 11 marzo 2008

Fantasmi (e Arcobaleni): verso un consumo musicale consapevole?

Quel necessario musicista che è Trent Reznor ne ha fatta un'altra.
Un'altra azione originale, efficace, artistica e politica. In rete trovate il nuovo album di NINE INCH NAILS - che sono lui - intitolato GHOSTS I-IV.

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36 tracce strumentali. Il titolo rende. Atmosfere varie, raffinatissime ed essenziali, dal quasivuoto al pienoduro. Più vuoto che pieno, comunque. Tanto pianoforte minimal, drones vaporosi, elettronica che suona da dio e aloni rock graffianti. Un album in quattro parti scritto e realizzato in qualche mese.
Ecco cosa ne dice Trent:

"Per anni ho voluto realizzare un disco così, ma nella sua natura profonda non avrebbe avuto senso fino ad ora. Questa raccolta di musiche è il risultato di un lavoro nato da una prospettiva molto 'visiva': rivestire di suoni e textures luoghi e scenari immaginati. Una colonna sonora per sogni ad occhi aperti.
(...) Queste musiche arrivarono come inattese, frutto di un esperimento. Le regole erano le seguenti: 10 settimane, nessuna agenda stabilita, nessun ripensamento, tutto guidato dall'impulsività. Qualunque cosa appaia durante il lavoro deve essere materializzata in ... qualcosa.
(...) Iniziammo ad improvvisare lasciando che la musica decidesse la direzione. Occhi chiusi, le mani suonavano. E così incominciò. In pochi giorni fu chiaro che avevamo qualcosa, nuovo materiale appariva continuamente.
(...) Sono molto contento del risultato e della possibilità di offrirvelo direttamente senza interferenze. Spero apprezzerete i primi quattro volumi di Ghosts."
(da www.nin.com)

Album, disco, colonna sonora, opera? Inutile definire progetti musicali come questo, concepiti senza ricette o standard preconfezionati e messi sul mercato con modalità nuove e azzeccate, che scavalcano le letargiche e fifone case discografiche.
Quest'ultima è la novità importante.

Già i fondamentali Radiohead colpirono tutti all'inizio di ottobre per la scelta di mettere in vendita il loro nuovo lavoro IN RAINBOWS solo in rete e ad un prezzo 'libero'. Veramente libero, la cifra la decidevi tu. Potevi scaricarlo gratis, o decidere di pagare 10000 sterline. O un prezzo qualunque tipo 7,77 sterline, come ho fatto io. (Ora non è più possibile downloadarlo, lo trovate nei negozi di dischi da qualche settimana)

Le opzioni di acquisto che Reznor propone per Ghosts, sono più articolate e forse più interessanti.
Potete scaricare 9 dei 36 brani gratis. Oppure comprarli tutti per 5$ (poco più di 4 euro), scaricarli subito in formati audio di alta qualità con un bel booklet di 40 pagine. Oppure per 10$ scaricare subito tutto e poi farsi spedire per posta il doppio CD dell'opera. E altre opzioni, fino a spendere 300$ per un'edizione ultra deluxe.

Sicuramente altri artisti hanno promosso e promuoveranno operazioni simili.
Ciò che trovo importante è che si tratta finalmente di modalità intelligenti e realiste di mettere la musica sul mercato.

Troppa ipocrisia e poco 'fare davvero' caratterizzano le case discografiche, soprattutto le major oviamente, negli ultimi anni. Il downloading peer-to-peer (Emule, Soulseek, Torrents, etc) è una realtà probabilmente inestirpabile di cui tutti - più o meno indirettamente - godiamo. E' inutile (fingere di) combatterlo o demonizzarlo come fanno le case discografiche, che di certo hanno sofferto enormemente questa rivoluzione. Troppo tempo a demonizzare la pirateria illegale e piangere e lasciare i prezzi dei cd altissimi.

Ed ecco che gli artisti ora realizzano idee per scavalcare le case discografiche. Proporre, come vogliono loro - i propri frutti. Ed è una piccola rivoluzione che finalmente invita il fruitore di musica - in un momento in cui il consumo musicale è indiscriminato e 'facile'  - a domandarsi: che valore do io a questo artista? Quanto sono disposto a pagare per quel nutrimento necessario che è la musica?

Operazioni come queste di Nine Inch Nails e Radiohead lasciano a tutti la possibilità di accedere al materiale, alle opere e alle informazioni, evitando che la musica diventi fatto di elite. Ma allo stesso tempo promuovono un consumo consapevole, che prende posizione.

Io, secondo le mie possibilità, pago te artista perché sei bravo e fai cose belle, dandoti così la possibilità di continuare.