Io

Blogger: arcanonove
carlo

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Visite

con te sono *loading*

Carta scelta (ricarica...)

lunedì, 25 agosto 2008

Ciao Ropolina, elegante austera ed affettuosa signora

Ropo1Mi mancherai.

Ropo2Tu continua a vegliare, mi raccomando.
venerdì, 06 giugno 2008

Per arrivare vicino a te, con ogni parola

ancora bellezza, per chi passa di qua
silenziosi danziamo canzoni d'amore
domenica, 20 aprile 2008

Tornare alla bellezza

Questo blog merita linfa buona ora.
Bellezza, contemplazione, gioia.

Mi regalo tre Gerhard Richter, pittore che adoro visceralmente.
Di questo meraviglioso genio della visione (per molti il più importante pittore vivente), tre dipinti appartenenti ad una parte della sua produzione (gli astratti anni '80-'90) che mi ipnotizza e mi da euforia con la sua sensualità quasi insostenibile.

8208
8141
8209
[riproduzioni tratte da www.gerhard-richter.com]

(Ho scelto i tre astratti di pancia, per poi rendermi conto che in questa sequenza si fanno simbolo, raccontano la vicenda del mio presente che li ha voluti qui.)
martedì, 11 marzo 2008

Fantasmi (e Arcobaleni): verso un consumo musicale consapevole?

Quel necessario musicista che è Trent Reznor ne ha fatta un'altra.
Un'altra azione originale, efficace, artistica e politica. In rete trovate il nuovo album di NINE INCH NAILS - che sono lui - intitolato GHOSTS I-IV.

ghosts_400x400_2
36 tracce strumentali. Il titolo rende. Atmosfere varie, raffinatissime ed essenziali, dal quasivuoto al pienoduro. Più vuoto che pieno, comunque. Tanto pianoforte minimal, drones vaporosi, elettronica che suona da dio e aloni rock graffianti. Un album in quattro parti scritto e realizzato in qualche mese.
Ecco cosa ne dice Trent:

"Per anni ho voluto realizzare un disco così, ma nella sua natura profonda non avrebbe avuto senso fino ad ora. Questa raccolta di musiche è il risultato di un lavoro nato da una prospettiva molto 'visiva': rivestire di suoni e textures luoghi e scenari immaginati. Una colonna sonora per sogni ad occhi aperti.
(...) Queste musiche arrivarono come inattese, frutto di un esperimento. Le regole erano le seguenti: 10 settimane, nessuna agenda stabilita, nessun ripensamento, tutto guidato dall'impulsività. Qualunque cosa appaia durante il lavoro deve essere materializzata in ... qualcosa.
(...) Iniziammo ad improvvisare lasciando che la musica decidesse la direzione. Occhi chiusi, le mani suonavano. E così incominciò. In pochi giorni fu chiaro che avevamo qualcosa, nuovo materiale appariva continuamente.
(...) Sono molto contento del risultato e della possibilità di offrirvelo direttamente senza interferenze. Spero apprezzerete i primi quattro volumi di Ghosts."
(da www.nin.com)

Album, disco, colonna sonora, opera? Inutile definire progetti musicali come questo, concepiti senza ricette o standard preconfezionati e messi sul mercato con modalità nuove e azzeccate, che scavalcano le letargiche e fifone case discografiche.
Quest'ultima è la novità importante.

Già i fondamentali Radiohead colpirono tutti all'inizio di ottobre per la scelta di mettere in vendita il loro nuovo lavoro IN RAINBOWS solo in rete e ad un prezzo 'libero'. Veramente libero, la cifra la decidevi tu. Potevi scaricarlo gratis, o decidere di pagare 10000 sterline. O un prezzo qualunque tipo 7,77 sterline, come ho fatto io. (Ora non è più possibile downloadarlo, lo trovate nei negozi di dischi da qualche settimana)

Le opzioni di acquisto che Reznor propone per Ghosts, sono più articolate e forse più interessanti.
Potete scaricare 9 dei 36 brani gratis. Oppure comprarli tutti per 5$ (poco più di 4 euro), scaricarli subito in formati audio di alta qualità con un bel booklet di 40 pagine. Oppure per 10$ scaricare subito tutto e poi farsi spedire per posta il doppio CD dell'opera. E altre opzioni, fino a spendere 300$ per un'edizione ultra deluxe.

Sicuramente altri artisti hanno promosso e promuoveranno operazioni simili.
Ciò che trovo importante è che si tratta finalmente di modalità intelligenti e realiste di mettere la musica sul mercato.

Troppa ipocrisia e poco 'fare davvero' caratterizzano le case discografiche, soprattutto le major oviamente, negli ultimi anni. Il downloading peer-to-peer (Emule, Soulseek, Torrents, etc) è una realtà probabilmente inestirpabile di cui tutti - più o meno indirettamente - godiamo. E' inutile (fingere di) combatterlo o demonizzarlo come fanno le case discografiche, che di certo hanno sofferto enormemente questa rivoluzione. Troppo tempo a demonizzare la pirateria illegale e piangere e lasciare i prezzi dei cd altissimi.

Ed ecco che gli artisti ora realizzano idee per scavalcare le case discografiche. Proporre, come vogliono loro - i propri frutti. Ed è una piccola rivoluzione che finalmente invita il fruitore di musica - in un momento in cui il consumo musicale è indiscriminato e 'facile'  - a domandarsi: che valore do io a questo artista? Quanto sono disposto a pagare per quel nutrimento necessario che è la musica?

Operazioni come queste di Nine Inch Nails e Radiohead lasciano a tutti la possibilità di accedere al materiale, alle opere e alle informazioni, evitando che la musica diventi fatto di elite. Ma allo stesso tempo promuovono un consumo consapevole, che prende posizione.

Io, secondo le mie possibilità, pago te artista perché sei bravo e fai cose belle, dandoti così la possibilità di continuare.
lunedì, 18 giugno 2007

Fine giugno, affinità disgiunte

Lei che domani ci ritroviamo e ci diranno 'finito', e non posso davvero abbracciarti triste e grato, spero avanti

Lui che cerca una donna bella, ma non la cerca perché la metà di lui non verticale ce l'ha già la sua donna bella e saluta la foto, ciao, da mesi

Lei che nell'abbraccio si fa casa e mentre cerca la sua casa è un po' triste e ride, meglio

Lei forte o fragilissima che non so dov'è e che le voglio bene non so perché e spero che un domani c'è, ma non so

Lei che dov'è sembra stringere al nodo dell'orgoglio sul dono della ferita e così si aspetta - anche per sempre - per ri-volersi, bene, in meglio

Lei che mi manca la sua voce quanto mi manca sta in tutti i vuoti mi ha dato tutto e quasi non mi ricordo il suo volto che peccato che non c'è

Lui che dice non è il caso che io stia solo, ma solo non è, però vuole essere non solo con tutto a posto come si deve per non essere solo

Lei che cerca un uomo, ma invece cerca se stessa dalle radici al centro, e lo sa ed è bene ma fa male

Lui che non so bene dov'è tra uomo donna bimbo ma mi fa ridere di bene dalle radici

Lei che vuole tornare a casa, ma qual'è la casa, forse non c'è mai stata, dammi la mano, magari troviamo un riparo per due, ci faremo un lungo amore per un po'

Lui che sa che deve diventare almeno metà adulto e tutto verticale ma ora si fa più pietra che acqua e resiste e gioca all'oblio:

oblivion_landscape_6200
mercoledì, 23 maggio 2007

Sacrifici di primavera

Le sacre du printemps (la sagra della primavera) di Stravinsky è stata scritta quasi cento anni fa eppure resta un'opera che fa godere, sconvolge e lascia esterrefatti addetti ai lavori e pubblico come fosse scritta domani. E' un balletto composto nel 1913 per le coreografie di Vaslav Nijinsky, grandissimo ballerino e coreografo russo. La prima fu uno scandalo memorabile, tipo col pubblico che urlava e praticamente si menava. Tutto troppo nuovo e violento.
Stravinsky volle dare forma e suono ad un mondo barbarico e primitivo, in un clima rituale pagano. Questo lo spinse lontano, e la Sagra cambiò la storia della musica.
[Versioni in cd ce ne sono tantissime, le mie preferite sono forse questa, questa e questa.]

Sebbene sia un pezzo che ascoltato in concerto, cioè senza danza, ha una forza assoluta e soverchiante che non necessita di visione, la Sagra resta un balletto. Propongo qui tre versioni di epoche diverse della scena conclusiva, la danza sacrificale, uno dei momenti che venero e mi portano via ogni volta.
Tre interpretazioni di tre grandissimi coreografi, messe in ordine cronologico, il che svela vicinanze, filiazioni e reazioni. Ma saltano al cuore anche le diverse letture di questo sacrificio di primavera.

In breve la 'storia' di questo quadro finale: in seguito a riti propiziatori vari viene scelta una giovane donna. Dopo una danza folle e disperata, crolla al suolo priva di vita, trasmettendo alla natura la sua giovinezza.

(consiglio: volume alto e a tutto schermo)

1. Maurice Béjart - coreografia del 1959
Il linguaggio coreografico e l'allestimento sono ai miei occhi datati, ma trovo intatta la potenza della costruzione.


2. Pina Bausch - coreografia del 1975
Solista inarrivabile Malou Airaudo (Almodovar l'ha omaggiata, assieme alla Bausch, in uno dei suoi film più belli), oggi preziosa e scura insegnante alla Folkwang Hochschule di Essen.


3. Angelin Preljocaj - coreografia del 2001
La coreografia della Bausch ha lasciato il segno, ma la lettura è altra e va oltre. Assolutamente perfetta la vittima, Nagisa Shirai.
martedì, 08 maggio 2007

Nuovi cieli, di nuovo

E rieccomi a Parigi. Dopo mesi di - amata - Italia.
Questo il cielo, adesso:

cieloParigi8V07
Ben rappresentativo del presente:
un poco scuro, bello, in movimento.
lunedì, 08 gennaio 2007

Mahler - Quattro addii infiniti

Fatevi un regalo per il 2007.
Donatevi un concerto che non finirà mai.

La Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Più di un’ora di musica per grande orchestra. Quattro movimenti: due Adagi immensi che racchiudono due caleidoscopici movimenti mossi.
Quattro movimenti, quattro addii.
Opera che venero in assoluto, uno dei momenti più alti della storia della musica e sicuramente capolavoro così attuale, così capace di contenere tutto in un solo coerente discorso, così ‘mondo’. C'è tutto, in quei suoni.

Claudio Abbado e la Gustav Mahler Jugendorchester la suonarono a Roma nel 2004 e di quel concerto è stato pubblicato un DVD.
Ecco un trailer del DVD, misero assaggio di scarsa qualità di un video di infinita bellezza.


Claudio Abbado è uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi ed è sicuramente il più importante e geniale direttore mahleriano vivente. Uno dei direttori che amo di più, musicista profondo, naturale, sempre in cammino, toccante. La Gustav Mahler Jugendorchester è un’orchestra di giovani musicisti di varie nazionalità, fondata da Abbado con lo scopo di unire giovani artisti a suonare insieme diretti dalle più grandi bacchette. E’ un’orchestra che, quanto a professionalità, passione e anima fa impallidire famose orchestre di ‘adulti’, troppo spesso narcotizzate dall'abitudine.

Che meraviglia (!) ed emozione profonda, sentire e vedere questi ragazzi e ragazze tra i venti e i trent’anni, di una bellezza luminosa, suonare - col corpo che tutto suona - questa musica della morte della nostalgia dell’addio scritta da un vecchio malato e disperatamente appassionato, che adorava la vita. E diretti da un mago – anche lui non più giovane e con ancora nelle rughe la malattia recente – mago attraversato dalla musica, che respira attraverso più di cento giovani musicisti.

E’ musica complessa, ma così piena, densa ricca di tutte - tutte - le sensazioni umane. Continuo a scoprirne segreti, non la si può mai conoscere, è essere vivente.

Immagini di questo DVD non vi lasceranno più.
Fatevi un regalo per sempre.

domenica, 03 dicembre 2006

E frasi de to mare

Il rapper veneto Herman Medrano - che non ho mai sentito ma pare sia bravo - ha chiesto ai suoi veneti fan e amici di spedirgli i tormentoni delle loro mamme. Eccone una selezione.
Mi, ke no so veneto, ma quanto ke ghe voio ben a tuti i diaeti veneti (ai veneti manco), co ke lexo ste robe me rabalto davanti a sta sagessa insemenia a coeori vivaci.

[Chi non capisce il veneto perde molto, ma può godersela.]


-Tasi, magna e dixi che el xe bon che to mare ga spegnatà tuta eà matina.
-Fa calcossa. Parecia eà toea e grata el formajio.
-Torna presto e cori pian.
-Voialtri si nati sol bombaso....
-Va in mona de to'mare 'naltri 9 mesi chissà ke te vegni fora + normae!
-Kea figa de to mare ke so mi.
-Kea puttana de to mare ke so mi.
-Maedeta kea volta ke te si nato.
-Maedeta kea volta ke me so sposa'.
-A te riva na caciana dritto in tee zenzive ka te sposto e reccie.
-Varda che te petufo...
-Sta sera te mando in leto coi calcagni par da drio.
-Ga ciamà un to amico che no me ricordo el nome e neanca cossa ke el voea.
-Te sito lavà de soto? Non se sa mai che te toca 'ndare in ospedae e bisogna che te te cavi e mudande!
-Netate ben e rece prima de 'ndare dal barbiere...anca drio e rece, che eo el te varda.
-Lavate che altrimenti te sà da bertagnin!
-Tajate chel gnaro de pulsi che ti ga in testa.
-Pasiensa che te bevi, ma so proprio stufa che te vaghi via co i quatro ascari de to amighi.
-Vara che te palpo el muso.
-Se na femena xe incinta e vien via in macchina co ti ea partorise subito!
-Va fora dea cesa che te trovi dee brave tose!
-Come che te gò fato te desfo.
-Gheto bisogno de un moreto che te staga drio e chel rancura e strasse?
-Vestate che te ciapi el snaro.
-Moeghe de cambiare canae co chel teecomando, che te insemenissi a teevision.
-Va svodare el bidon del'umido...e visto che te ghe si svoda anca el seco.
-Gheto vossuo el gato? Desso te ghe sughi e sate parchè fora piove e el lassa e peche!
-Me raccomando coea morosa, che a paja visin el fogo...
-Gheto xa finio de studiare? A me pare impusibie!
-Dòpara el mestoeo de legno, che te me grati ea antiaderente!
-Te si sensa dio come i turchi.
-Tasi che ti si drio 'ndar fora da tute e reigion.
-No sta criare, cria soeo se more to mare.
-Xe soeo parchè no go e savate de legno.
-Taiate i caveji e fate na fameja.
-No xe colpa mia se te si vegnù fora cussì, varda to pare.
-Vergognate.
-Gheto capìo de vergognarte?
-Eora te vergognito o spetito 'ncora un fià?
-Te scavesso el taoliero sui denti.
-Xe mejo Coeombo de queo che te vardi ti.
-No sta vardare i film onti che xe pecato.
-Gavaria preferio na putana che ti.
-Copate.
-Te piase eà roba che go parecià? Tanto tea magni istesso.
-Te tajitu i cavei o spetitu de netarte el cueo prima?
-Xe morto el barbier dove ke sta to amighi?
-Stua el compiuter ke xe rivà na boeta da vintimia euri…
-Te go dito de no magnar picante ke te vien el girobruxacueo.
-Xe ora ke te ghe a moi de gratarte e bae ke te e consumi.
-Ghea moitu co quea musica del casso o tiro 3 porki?
-Gaeo e emorroidi come to nono ke el canta kusì?
-Se te fe nantro pocio sul brasso te dormi col can (riferio a tatuajo).
-Nostro signor no el ga mai dito ”metate a majeta coi mostri”
-Ti no te ga da far fioi...xe un crimine contro l'umanità.
-Par nadae te fo mi un bel regaeo, te sbrego a testa co a manera ke te torni in sentimenti.
-Sara chea porta! Che se vede el cagauro.
-Che no te credi de esser deventà massa figo tuto su un colpo.
-Se te fussi nato par primo te saressi figlio unico.
-Co te gavarè tre fioi te asserò sbuffare.
-Ara che mi so tuto.
-No sta ciapare e caramee da chi che no te conossi, che e ga a droga.
-Metti sol primo che i fa el tempo!
-Come che te go dato a luce so pronta anca a cavartea.
-Fine, basaghe el cueo ae gaine (quando che a ga vardà un film, classica frase dita quando che passa i titoi).

postato da: arcanonove alle ore 18:38 | link | commenti (11)
stanze: altri mondi, neuroni sprecati, antiche emozioni
mercoledì, 23 agosto 2006

Paris me manque (message aux amis)

ora che sono in italia da un po' mi mancano alcune cose semplici che rendono felice la mia vita parigina.

anzitutto, i cieli del palacio:

PA120106 (WinCE)PC010279 (WinCE)P5220061 (WinCE)

PA020028 (WinCE)PA200160 (WinCE)P1300006 (WinCE)


poi, le serate col cicci analizzando video di puking o progettando performance di kabukke a orly e spettacoli con oliviero diliberto e ictus su un palco di letame. il muco di bela bortolucci sulla mia camicia dopo che si è tangato stretti e le teorie sulla vecchia partita che mi crede il suo partito pinciavecie. le certezze dello strusciapanche: tutti i preti sono froci e tutti i giapponesi a parigi sono busoni. schizzarsi di olio bollente mangiando grasso di oca morta sul set di brazil. ruttare con risika alle tre al ritorno dal retrò. ingolfarsi di pesce morto crudo e alghe morte fredde da sciosai e poi un cubo di crèp con nutella dal greco ciarliero per digerire mentre si va fino a nasiòn ignorando la penè grazie a bernd alois zucchero.
la mitica lezione del venerdì con sol, il sabato alla fnac, la domenica all'opus.

postato da: arcanonove alle ore 13:14 | link | commenti (8)
stanze: altri mondi, neuroni sprecati, antiche emozioni