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Carta scelta (ricarica...)

domenica, 05 ottobre 2008

CCC: DIARIO - otto

Ho finito il prologo.
Finalmente.
Sette-otto minuti.

Sono contento, sebbene sia in enorme ritardo rispetto alla mia tabella di marcia stilata ad inizio settembre. (di minuti ne mancano 50). Mi ero detto: quando finisci il prologo, ti potrai concedere finalmente la visita al Prado. Sinceramente non me la sento, meglio finire altro.
(Però magari l'immersione in Velasquez, Goya e amici potrebbe nutrirmi. E ovviamente: il trionfo della morte di Brueghel. Insomma, non oggi, ma prima o poi).

Mi piace quello che ho fatto, direi.
Semplice ma molto scritto, con i simboli al posto giusto.
Una processione di entrate che arriva ad una parete di suono, sul pezzo dei Radiohead 'sit down stand up'.

...the rain drops the rain drops...
concediamoci un gesto francese, poi un muro italiano

ccc 002
Comunque, qualche chiacchierata con gli insostituibili amici di penna mi ha messo assai pepe nel culo. I calcoli dicono: un minuto di musica al giorno, se vuoi starci dentro coi tempi.
Boh, non ho voglia di preoccuparmi.
Però la condizione è di perenne tensione interiore, trovare un equilibrio continuamente tra il fare meglio e il fare presto. Forse è anche per questo che ieri mi è apparso un accenno di influenza, insomma ci vuole energia.

Ora devo immergermi nella parte 1: Decompressed Cries.
Sto meditando la riduzione della scaletta dei pezzi rock. Temo sia tutto troppo lungo, troppo intenso.
Il pezzo dei Cure mi piace e si combina bene col disegno drammaturgico, ma non lo sento nelle busecche; quello di Fantazio mi lascia dubbi sulla coerenza col resto.

E poi: capire che corpo dare alle transizioni tra i pezzi rock, che storia nascosta fargli raccontare.

Decomprimiamo le grida.
venerdì, 19 settembre 2008

CCC: DIARIO - sette

Ormai qui da due settimane abbondanti.

Il posto è quieto, ci si sta bene. Artisti vari, anche molto interessanti.
La città è bella. Signora, puttanina, orrendamente snob, allegra e gustosa.
Il tango è circoscritto e ancora strano.
Cibo ottimo. Gambe nude.

E il pezzo? Il lavoro?

Dico solo che mi sono autonauseato di lamentarmi della fatica e dei blocchi.
Che c'è la necessità di aggirare la ragione, di non sperare, di psicomagia.
Che ho pescato il Sole (arcanodiciannove) e mi ha fatto bene.

Ma siamo ancora al pulse iniziale.
Che dico, siamo già al pulse iniziale.

Illumina.
giovedì, 04 settembre 2008

CCC: DIARIO - sei

Il viaggio è stato una oasi di felicità sottile semplice e silenziosa.

Arrivato alla Casa ho dovuto affrontare l'abituale disorientamento che rende squallidi i luoghi nuovi. Conosco la strada, va meglio, ora. Mi sto ancora ambientando, ma l'energia non è così male, anzi, viste anche le preoccupazioni che hanno serpeggiato là fuori.
Guadagnare in auto Madrid mi ha donato serenità, la voglio conservare e far fruttare.

Comunque, il lavoro non è ancora ripreso sul serio.
Oggi ho abbozzato un calendario per settembre. C'è da ri-costruire tutto il materiale 'mio', il mondo CC, e da definire con (la massima) precisione alcuni dettagli della forma: snodi, transizioni, archi formali e spazi.
E poi, scrivere scrivere scrivere tutto. Cagare musica, come dice il Cicci.

Intanto, questa è la mia finestra.
Se metti satellite e vai giù giù ci sono io che faccio ciao.


Visualizzazione ingrandita della mappa
venerdì, 29 agosto 2008

CCC: DIARIO - cinque / in partenza per Madrid

Lavorato poco e male negli ultimi giorni.
Male.
Mancano fondamenti nel linguaggio del pezzo tutto, ho bisogno di più materiale coerente, di un universo di altezze, intervalli, ritmi e figure che sia più consistente. Come al solito invece mi appoggio a elementi scarnissimi, ma qui è un rischio, il pezzo è vasto.
Rendermi conto che devo rilavorare sulle radici mi ha impantanato.

Ma sono anche altri gli agenti impantananti.

Per esempio: sento la partenza imminente.
Infatti ho infine interrotto il lavoro, sto facendo bagagli.
Martedì sarò a Madrid, Casa Velasquez.
Mi fa piacere partire, spero che il nuovo nido sia propizio per un sano e intenso lavoro.

Hasta luego.
postato da: arcanonove alle ore 20:02 | link | commenti (3)
stanze: caro diario, altri mondi, scrivere musica
lunedì, 25 agosto 2008

Ciao Ropolina, elegante austera ed affettuosa signora

Ropo1Mi mancherai.

Ropo2Tu continua a vegliare, mi raccomando.
giovedì, 21 agosto 2008

CCC: DIARIO - quattro

Sto perdendo tempo come un coglionetto.
Questo post incarna cotal perdita di tempo.

Tornato nel veneto (che si è fatto trovare meno caldo ed umido del previsto - e bravo veneto) non ho ancora ingranato. Fingo di lavorare, mi sono rifugiato in cose meccaniche da fare, ma dovrei (dovrei, dovrei, che due maroni) dovrei scrivere la fine.

La parte finale è quella 'solo mia' e voglio 'suonarla', abbozzarla con l'istinto, col corpo, con un approccio live. Per fare ciò devo creare un luogo, uno spazio, un contesto creativo che me lo consenta, in cui si possa suonare uno slancio e in cui questo slancio possa essere fermato in qualche modo.

Dal punto di vista tecnico l'idea è quella di farlo con Reason, in cui ho già preparato una bella orchestra con tutti i miei 15 strumenti. Il che è forse un po' troppo, sarebbe meglio iniziare con meno suoni possibili e poi orchestrare.
Comunque: il problema non è tecnico, è psicologico. Voglia di scappare, paura che tutto ciò che cagherò sia appunto una merda, affaticamento patologico,...
...cose del genere, sto affrontando.
     
     Le stai affrontando?

Mmmh, boh. Insomma.
     
     Cazzo aspetti?

Niente in effetti, sto affondando la testa nella sabbia, tipo. Un po' mi dico che deve arrivare il momento giusto, che non devo forzare sennò è peggio.
     
     E credi sia davvero così?

No.
     
     Andiamo a lavorare?

Ok, dai, proviamo.

     No 'proviamo'. Facciamo.

Mmh.
postato da: arcanonove alle ore 15:14 | link | commenti (8)
stanze: caro diario, vuoto, scrivere musica
venerdì, 15 agosto 2008

CCC: DIARIO - tre

Fra due/tre giorni ritorno all'umido veneto.
Vorrei prima finire tutte le trascrizioni dei pezzi 'rock'.

Ho lavorato meno di quello che speravo, in questo mezz'agosto sul lago.
Ma in realtà questa cosa me la dico OGNI fuckin' VOLTA. E poi il bisogno di riposo era talmente forte che l'ho assecondato. E ho fatto bene. Mi ha fatto bene.
E in realtà non sono (ancora?) preoccupato, per la scrittura in corso. Tipo: sarà come sarà, andrà.

Buffo, praticamente impossibile trascrivere gli assoli del pezzo degli Slayer (Angel of death). L'ho fatto ascoltando al microscopio 3 versioni del passaggio: oltre alla normale, una a mezza velocità tirata giù di un ottava e una time stretch-ata, tutta gracchiante.
Ne ho tirato fuori una notazione troppo dettagliata ma ancora insufficiente o comunque opinabile,  ed ineseguibile.
Mi toccherà ritrascrivere quegli assoli in una versione parafrasata ma suonabile, più adatta ai 220 di metronomo. Non facile. Divertente.

Mi ricordo che quando ero ragazzo pigliavamo per il culo King e Hanneman (i chitarristi degli Slayer) perché i loro assoli erano fatti A CASO. Tipo: son capaci tutti.
Il che in parte è vero, ma oggi considero quegli assoli stupendi, davvero schizzati, perfetti per quella musica. Molto più veri e organici delle noie in mi minore con scalette e formule preconfezionate dei tipici guitar heroes degli anni 80-90.
[Io me lo vedo Rick Rubin, barbutissimo produttore di quel disco, geniale ed insistituibile (e inventore del suono di Red Hot Chili Peppers, Beastie Boys, System Of A Down, e l'ultimo Johnny Cash), eccolo li a dire ai due californiani giovani capelloni: "siiiii, più assurdi gli assoli!! più fuori!, gli Iron Maiden, fanno uncinetto, Yngwie Malmsteen è un impiegato!!!, caos!! delirio! aaahhhh!"]

Comunque a volte è pesante restare per ore immerso ripetitivamente in musiche così intense - ora sto trascrivendo Daddy dei Korn, malata, torturata.
Come antidoto (come faceva Grisey nelle sue lezioni in conservatorio) aspetto con moderata bava l'uscita del nuovo disco con opere orchestrali di Sciarrino, un gustosissimo triplo cd della Kairos con ben 8 lunghi pezzi che vanno dal 1974 (le Variazioni per violoncello) al 2005.

Ps. il tango comincia a mancare assai, ma la lunga pausa rende ancora più dolce l'avvicinarsi del ritorno in milonga.
postato da: arcanonove alle ore 00:30 | link | commenti (5)
stanze: caro diario, scrivere musica
mercoledì, 06 agosto 2008

CCC: DIARIO - due

Finisco ora di trascrivere il pezzo di Fantazio, La Thailande.
(quasi, in realtà. c'è un assolo lontanissimo di sovracuti di trombone e una serie di vocalizzi sepolti nella pasta sonora, entrambi sarebbero da trascrivere, ma sono lavoracci forse inutili e ora non c'ho più lucidità)

E' stata una faticata. Duecentosedici battute di 5/8 a 250 di metronomo.  Il cervello deve correre per decifrare, e il ritmo dispari, sebbene pronunciato sempre in modo uguale, non aiuta. E' un pezzo apparentemente monocorde, ma dentro è tutto carne viva, sfumature organiche, biomorfe, sfuggenti.
Pezzo stupendo, peraltro. Ipnotico, trance a manetta, il corpo si muove da solo.

Perfetto come veicolo del Grido di Piacere. Un piacere maschile e un po' adolescente. Insomma perfetto.
Ho esitato molto a scegliere Fantazio. Per due motivi: primo, la sonorità ha vene 'jazz' che mi pare suonino estranee e lontane agli altri pezzi, secondo, lui è super-underground. Di fianco a Radiohead e simili, sembra non c'entrare per un cazzo. Gli manca l'iconicità, è troppo 'sonosciuto'.
Ma nelle scelte artistiche a volte lo 'scacco matto' non è possibile e anzi so che azzardare scelte 'sbagliate' è giusto, a volte.

E poi lui è l'unico che conosco 'personalmente' dei 'rockers' scelti e Lysika (la sua manager) mi dice che lui è "surpris et ravi" del mio desiderio di usare il suo pezzo. E ciò da senso ancora di più alla scelta.

Ho editato il medley 'metal' per il Grido di Rabbia.
Non è male, ma dubito ancora.
Lascio stare In the meantime degli Helmet e attacco subito con gli Slayer? Un po' un peccato, perché, come dice la cuoca amorosa, "fa da corridoio di entrata". Ed è vero, ci sta benissimo. Ed è una mina.
Bah, boh. Penso che lo trascriverò così, sapendo che nell'aggiungere la mia musica magari si imporranno altre scelte.
postato da: arcanonove alle ore 23:59 | link | commenti (6)
stanze: caro diario, scrivere musica
sabato, 02 agosto 2008

CCC: DIARIO - uno

Forse tenere un diario del percorso - finale, gli ultimi mesi - di composizione di Compressed Cry Chronicles mi farà da specchio e mi aiuterà a lavorare.
Forse.

Ora sono sul lago.
Sono stanco, il mio corpo/mente avrebbe bisogno di riposo - sono mesi che non mi fermo. Non è possibile fermarsi davvero, ma si può prendere le cose con calma e ritagliarsi isole di riposo. Specie qui che il tempo scorre in modo diverso, come diceva il caro Andrea.

La voglia infantile di scappare dal tavolo è potentissima e vince spesso, ahimé. "Io mi lego alla sedia" dice l'amico di penna Cicci.
Io peraltro sono un genio dello slegamento.
Contribuisce la sensazione di enorme mole di lavoro.
Il classico: non ce la farò mai.
La forma globale è tutta disegnata, ma mancano tante illuminazioni giuste, decisioni cruciali, alcuni snodi non ci sono e sono ancora moltissime le ombre. Difficile non farsi prendere da un piccolo panico.

Ma, come anche si diceva col Cicci certe cose non si spremono e le idee vengono facendo altro.
Com'è vero. Per esempio mi capita di trovare cose buone camminando in cerchio nella stanza, in una sorta di incosciente concentrazione. Ma bisogna fare anche cose fuori dal lavoro, muovere il corpo, non pensare, lasciare che l'inconscio / pre-conscio facciano il loro lavoro.

Intanto mi dedico al lavoro brado, a quelle cose meccaniche che richiedono semplicemente fatica e tempo.
Sto trascrivendo su Finale i pezzi 'rock'. Ho finito Nine Inch Nails (Something I can never have), Radiohead (Sit down stand up) e mancano ritocchi ai Cure (Mint car). Sono in corsa con Fantazio, il resto è da fare.
Cerco di trascrivere più elementi possibili, ma certe cose non sono trascrivibili. Le blue notes, certi 'feel' nei ritmi e nei gesti strumentali.
Se dovrò duplicare nell'orchestra parti dei pezzi rock, so che dovrò cercare in prova lo stesso feel, sarà un lavoro orale e di ricerca con gli strumentisti. Non c'è indicazione su partitura che tenga.

Devo fare l'editing del medley metal, del pezzo dei Korn e di quello dei Queens Of The Stone Age.
Difficile fissare, dirsi: questa sarà la versione definitiva su cui costruirò tutto. La tipica trappola del perfezionismo scemo. Ricorda: ogni scelta chiude porte, ma ne apre altre che scelte differenti non aprirebbero. Fidarsi delle possibilità. Cavalcare la materia.
postato da: arcanonove alle ore 14:37 | link | commenti (2)
stanze: caro diario, scrivere musica
giovedì, 03 luglio 2008

Al centro di un luglio

Estate, i blogs languono, il gesto si rallenta.

Tornato finalmente in Italia, cerco la disciplina dello scrivere.
Due mesi italiani, poi tre mesi a Madrid, borsista della Casa Velasquez.
Voler bene alle Cronache dal Grido Compresso.

Ho rincontrato i Bluvertigo dal vivo, dopo anni. Bello ritrovarli, stare sul palco di fianco a loro. Memorie di periodi infinitamente divertenti, in cui Morgan scoppiava a ridere in faccia all'italia per i gesti triforcuti del maestro. Strano come il tempo finga di lasciare intatte le cose. Ma i baffi se ne sono andati, per fortuna. Chissà magari si lavorerà ad un nuovo album insieme.

Il mio tango è sempre più semplice e comodo e libero, che bello. Anche in questi giorni di caldo puttano padovano che lo rendono grondante acqua santa.
Dico grazie.
postato da: arcanonove alle ore 17:33 | link | commenti (5)
stanze: caro diario, vuoto, scrivere musica, amici musici