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sabato, 10 maggio 2008

Noi contro noi

martedì prossimo 13 maggio 2008 - h 20:30
a: Vitry-sur-Seine (Paris) - Auditorium dell'EMA - 71, rue Camille Groult
(ingresso gratuito - prenotazioni: +33143788080)

ci sarà la prima di
NOUS CONTRE NOUS

pezzo per coro danzante
scritto con la coreografa Nicole Piazzon
eseguito da Choeur-En-Scène
testo di Frédéric Nevchehirlian
 
Il pezzo proposto è la prima parte di una serata speciale costruita attorno a due collaborazioni della coreografa con due compositori, che esplora in modi differenti le interazioni tra vocalità e movimento corporeo.

La breve nota di programma che ho scritto dice così:

"Nous contre nous, è per me la verità fragile di un canto e di un movimento che si danno reciprocamente vita. Non vediamo danza. Non sentiamo musica. E' piuttosto il sogno di assistere a corpi che avvengono."

Siete i benvenuti.

PB040193bis(lavagna fotografata durante le prove preparatorie del progetto, nel novembre 2006)
martedì, 08 gennaio 2008

Buona fine buon inizio

Fine tango inizio tango.

ulitma tandaPer iniziare il nuovo anno, che non sia troppo postifero e blogorroico, ecco due musiche conclusive, che non finiscono.

La prima l'ho scritta per lo spettacolo 'La catedral' della compagnia Naturalis Labor.
Era una milonga abbandonata, e tra una Gran Muneca di Di Sarli e un Underground Tango, prendeva forma questa Ultima tanda, danzata da una coppia sola su un pavimento pieno di scarpe. Io l'ho immaginata come una sensazione assoluta di ultima tanda, la coppia è esausta e si scioglie lentamente in una sola entità, su un ritmo di milonga immobile, durante la quale appaiono ricordi di tanghi.
Le scarpe a terra incominciano a salire. Su su su, lentamente.


La seconda è la mia cumparsita, l'ultimo abbozzo.
Incompleta, com'è giusto che sia. Per ora.


Buon anno, da creare su vive radici forti.
lunedì, 27 agosto 2007

La catedral - nunca antes de la medianoche

Rapidamente, vi segnalo questo evento della compagnia Naturalis Labor:

la catedral - trento cut
E' la prima volta che il mio lavoro di compositore 'per danza' e la mia passione di tanguero si incontrano. E' stato molto divertente deformare tanghi tradizionali, creare ambienti abbandonati, tanghizzare musiche e scrivere nuove milonghe lentissime.
Magari vi posterò qui alcune delle musiche originali.
postato da: arcanonove alle ore 11:40 | link | commenti (2)
stanze: danza, in scena, tango, scrivere musica
mercoledì, 23 maggio 2007

Sacrifici di primavera

Le sacre du printemps (la sagra della primavera) di Stravinsky è stata scritta quasi cento anni fa eppure resta un'opera che fa godere, sconvolge e lascia esterrefatti addetti ai lavori e pubblico come fosse scritta domani. E' un balletto composto nel 1913 per le coreografie di Vaslav Nijinsky, grandissimo ballerino e coreografo russo. La prima fu uno scandalo memorabile, tipo col pubblico che urlava e praticamente si menava. Tutto troppo nuovo e violento.
Stravinsky volle dare forma e suono ad un mondo barbarico e primitivo, in un clima rituale pagano. Questo lo spinse lontano, e la Sagra cambiò la storia della musica.
[Versioni in cd ce ne sono tantissime, le mie preferite sono forse questa, questa e questa.]

Sebbene sia un pezzo che ascoltato in concerto, cioè senza danza, ha una forza assoluta e soverchiante che non necessita di visione, la Sagra resta un balletto. Propongo qui tre versioni di epoche diverse della scena conclusiva, la danza sacrificale, uno dei momenti che venero e mi portano via ogni volta.
Tre interpretazioni di tre grandissimi coreografi, messe in ordine cronologico, il che svela vicinanze, filiazioni e reazioni. Ma saltano al cuore anche le diverse letture di questo sacrificio di primavera.

In breve la 'storia' di questo quadro finale: in seguito a riti propiziatori vari viene scelta una giovane donna. Dopo una danza folle e disperata, crolla al suolo priva di vita, trasmettendo alla natura la sua giovinezza.

(consiglio: volume alto e a tutto schermo)

1. Maurice Béjart - coreografia del 1959
Il linguaggio coreografico e l'allestimento sono ai miei occhi datati, ma trovo intatta la potenza della costruzione.


2. Pina Bausch - coreografia del 1975
Solista inarrivabile Malou Airaudo (Almodovar l'ha omaggiata, assieme alla Bausch, in uno dei suoi film più belli), oggi preziosa e scura insegnante alla Folkwang Hochschule di Essen.


3. Angelin Preljocaj - coreografia del 2001
La coreografia della Bausch ha lasciato il segno, ma la lettura è altra e va oltre. Assolutamente perfetta la vittima, Nagisa Shirai.